I volumi della GDO: timidi segnali di ripresa
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I volumi della GDO: timidi segnali di ripresa

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Timidi segnali di ripresa: con queste parole Nielsen, noto istituto di ricerca di fama internazionale, commenta lo stato dell’economia italiana per quanto riguarda i volumi di vendita della GDO, la grande distribuzione organizzata. I dati appena elaborati si riferiscono all’ultimo trimestre dello scorso anno.

«Considerando gli andamenti dei volumi per la chiusura del 2014 si intravedono dei timidi segnali di ripresa» si legge nel documento Nielsen. Di fatto, dopo le flessioni del 2012 e del 2013 che avevano chiuso rispettivamente a -1,3% e -1,2%, il 2014 ha visto un calo dei volumi della GDO pari allo -0,2%. Nonostante sia ancora sotto lo zero, si tratta di un risultato incoraggiante per l’Europa che vede così quella che da molti giornalisti è stata definita l’uscita del tunnel.

La ripresa delle esportazioni e delle consegna evidenziano la lenta risalita dei volumi della GDO. Nel nostro settore, infatti, abbiamo già registrato molte più richieste degli anni scorsi in tutti i Paesi in cui il Network Palletways è presente, e questo non può che far piacere a chi ha a cuore la ripresa economica.

I volumi della GDO: vino e olio in vetta al made in Italy

Per quanto riguarda l’Italia, poi, molto si deve anche all’export del vino made in Italy. I volumi della GDO del settore vinicolo sono infatti cresciuti del 106% negli ultimi 15 anni. «Il vino – ha dichiarato il Ministro Martina durante il Vinitaly 2015 – è un settore straordinario che ha fatto dei balzi clamorosi in questi anni: dal 2000 a oggi, solo di export del vino abbiamo fatto +106%, quindi dati veramente impressionanti». Tra i mercati di riferimento per l’export del vino, il 50% è dedicato all’Europa, un mercato che coinvolge Palletways in prima persona perché coinvolge oltre il 30% del nostro Network Europeo.

Ma anche l’olio sembra avere un ottimo andamento. Stando ai dati Unaprol e Sol&agrifood, nel 2014 sono stati venduti 154 milioni di litri di extra vergine, per un valore di 634 milioni di euro; 2,9 milioni di litri di oli Dop/Igp, per un valore di 31 milioni di euro; 2 milioni di oli bio, per un valore di 18 milioni di euro; 22 milioni di 100% italiano, per un valore di 111 milioni di euro.

Insomma, se i volumi della GDO italiana stanno, lentamente, tornano ad essere positivi, molto lo dobbiamo all’export di vino e olio, un settore in grado da solo di sorreggere migliaia di aziende italiane da nord a sud della Penisola.

I volumi della GDO: uno sguardo all’Europa

Guardando appena al di là delle Alpi, in situazione simile all’Italia troviamo Spagna, Portogallo, Grecia e i Paesi balcanici nel sud-Europa; ma anche Regno Unito, Danimarca e Finlandia al nord. Con dati superiori allo zero tutti gli altri stati europei analizzati da Nielsen, con incrementi superiori alla media dei volumi della GDO europea per Ungheria e Turchia.

Nonostante l’andamento percentuale, l’aumento delle vendite al dettaglio in Europa è sostenuto dai cinque grandi Paesi (Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Italia) che, d’altra parte, non stanno facendo rilevare risultati particolarmente eclatanti con una crescita pari a zero se non al di sotto della media del Continente.  Questo è riconducibile all’andamento stagnante della fiducia dei consumatori e alla conseguente scarsa volontà o possibilità di aumentare le spese per i prodotti della grande distribuzione.

L’ultimo trimestre 2014 non è stato particolarmente negativo per i retailers e i volumi della GDO. È ancora troppo presto per parlare di ripresa, ma almeno a livello europeo, Francia e Germania si stanno progressivamente posizionando come il motore della crescita europea e le loro performance, unitamente a quelle del Regno Unito, saranno determinanti per un deciso miglioramento a livello europeo.